Anacapri, referendum, Slot machine


Un referendum contro le slot machine. Il comune di Anacapri chiamerà al voto i cittadini, nella prossima primavera, nel tentativo di arginare le ludopatie sull’isola azzurra. Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’indizione del referendum, che porrà ai residenti del comune un quesito semplice: “Sei favorevole a tenere distanti dai luoghi sensibili i locali che ospitano le slot machine e le new slot?”.

Il voto dovrebbe coincidere con la data delle elezioni per il rinnovo della giunta regionale e fa riferimento a un preesistente regolamento comunale sui giochi leciti, che ha già stabilito che le sale gioco, le sale scommesse ed i pubblici esercizi nei quali sono collocate le slot machine e le new slot debbano essere “distanti almeno 150 metri dai cosiddetti “luoghi sensibili”, quali scuole, luoghi di culto, cimiteri, impianti sportivi, centri giovanili, attrezzature balneari, spiagge, sportelli bancari, postali o bancomat”.

Dipendenza dal gioco e ludopatia sono fenomeni particolarmente sentiti nelle isole del Golfo. “Proprio così  –  ha confermato il sindaco di Anacapri, Franco Cerrotta  –  e noi partiamo proprio dal grido e dalla disperazione dei cittadini e di intere famiglie  che sono coinvolte in questa vicenda e dalla richiesta  degli attori principali di questa triste vicenda, i giocatori,  che ci pregano di intervenire perché, da soli, non riescono ad uscire da questa drammatica  problematica”. L’indice è puntato anche sullo Stato, “che lucra sui cittadini” e che, auspica il sindaco, “dovrebbe almeno consentire ai sindaci di assumere in maniera del tutto autonoma le più idonee decisioni”.

Di qui l’esigenza – ancor prima dell’esito del referendum – di “sollecitare la coscienza dei veri commercianti, chiedendo loro di non accettare le installazioni di questi giochi cosiddetti leciti nei loro locali e di dismettere immediatamente quelli già installati, perché siamo convinti che questa problematica sia una grande truffa che, in questo momento così particolare che sta attraversando il nostro paese, suona come una vera e proprie peste”.  E l’appello della politica ha già portato alla dismissione, dal primo gennaio, delle slot nei locali del circolo Diaz e in altri esercizi commerciali, come l’edicola di piazza Caprile, del piccolo comune caprese.

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